Versione italiana / English version

Patrizio Peterlini  
Storico dell'arte, conservatore, direttore della Fondazione Bonotto

Capitolo sulla serie “Poesie maccheroniche” di Claudio Francia nel libro “Leggere immagini Guardare parole – poesia concreta / poesia sonora / poesia visiva”, di Patrizio Peterlini, Danilo Montanari Editore, 2023

Claudio Francia, ll est interdit d'interdire* (Poesia maccheronica)

Si possono riconoscere tre elementi centrali ed evidenti nel lavoro di Claudio Francia: l'ironia, la musica, la precisione.
La musica è forse il luogo di partenza. L'Italia dei primi anni Settanta, con i suoi cantautori, è un momento topico per Francia. È proprio l'incontro con queste esperienze che svela al giovane poeta che la poesia può anche uscire da un libro ed assumere altre forme entrando in altri canali di diffusione. Ma la musica è soprattutto uno stato mentale, un approccio armonico alla parola e all'immagine, come evidenziato dalla precisione certosina della composizione dei suoi lavori.
Le sue tavole sono in effetti molto curate. Traspare sempre l'attenzione e la premura della mano esperta che usa, con dedizione e lentezza, i minimi ritagli che compongono i suoi collage.
Ma l'aspetto più specifico dell'opera di Francia è l'ironia. Nel senso etimologico del termine, vale a dire dissimulazione. Fare finta di non sapere, di non conoscere. Dire una cosa esprimendo il contrario. Una ironia chiara nella semplicità, a volte disarmante, che caratterizza le associazioni proposte nelle sue opere, che non hanno paura di utilizzare gli oggetti e le frasi fatte più ordinarie, scontate tanto da farsi intendere come ingenue, banali ma che in realtà sono esattamente il contrario.
È il caso della serie “Poesie maccheroniche". Il genere letterario comico, che utilizza un finto latino per i suoi componimenti, diventa nell'opera di Francia una ben ritmata disposizione di maccheroni sulla tavola. ema tutt'altro che estraneo alla poesia del Folengo ricca di pantagruelici banchetti.
Il riferimento musicale appare nella ripetizione dell’enunciato del titolo, “Il est interdit d'interdire“, nascosta dai maccheroni, che traduce in francese una famosa canzone di protesta di Caetano Veloso: “È Proibido proibir" del 1968.
La frase del titolo fa chiaramente riferimento agli slogan e ai graffiti delle rivolte studentesche di quell’anno. Tuttavia, nell’opera, l’espressione di protesta si svuota delle sue componenti politiche. Il colore rosa salmone ne esalta la dimensione immaginaria, glamour, trasformandola in una referenza pop.
Ed è qui che l'apparente facile ironia si rivela raffinata satira su un periodo storico così carico di mitologia e utopia.
In buona sostanza, ancora una volta: "Franza o Spagna pur che se magna". La pasta al salmone cancella ogni velleità politica.

*  "E proibito proibire"
 

English version

Patrizio Peterlini
Art historian, curator, director of the Bonotto Foundation

Text on the series Poesie maccheroniche by Claudio Francia in the book Leggere immagini Guardare parole – poesia concreta / poesia sonora / poesia visiva, by Patrizio Peterlini, Danilo Montanari Editore, 2023

Claudio Francia, ll est interdit d'interdire* (Poesia maccheronica**)

One can identify three central and evident elements in the work of Claudio Francia: irony, music, and precision.
Music is perhaps the starting point. Italy in the early 1970s, with its singer-songwriters, represents a pivotal moment for Francia. It is precisely through his encounter with these experiences that the young poet discovers that poetry can also move beyond the confines of a book and take on other forms by entering different channels of dissemination. But music is above all a mental state, a harmonious approach to word and image, as evidenced by the almost monastic precision of the composition of his works.
His panels are in fact very carefully crafted. One can always perceive the attention and care of the expert hand that, with dedication and slowness, uses the smallest cutouts that make up his collages.
But the most specific aspect of Francia’s work is irony. In the etymological sense of the term, that is, dissimulation: pretending not to know, not to understand; saying one thing while expressing its opposite. A clear irony in its simplicity, sometimes disarming, which characterizes the associations proposed in his works, associations that are not afraid to make use of the most ordinary objects and clichés, so obvious that they may seem naïve or banal, but which are in fact exactly the opposite.

This is the case with the series “Poesie maccheroniche.” The comic literary genre that employs a mock Latin in its compositions becomes, in Francia’s work, a well-rhythmed arrangement of macaroni on the table—a theme far from alien to the poetry of Folengo, rich in pantagruelian banquets.
The musical reference appears in the repetition of the title’s statement, “Il est interdit d’interdire”* hidden beneath the macaroni, which translates into French a famous protest song by Caetano Veloso, “É Proibido Proibir,” from 1968.
The title phrase clearly refers to the slogans and graffiti of the student uprisings of that year. However, in the artwork, the expression of protest is emptied of its political components. The salmon-pink colour enhances its imaginary, glamorous dimension, transforming it into a pop reference.
It is here that the apparently simple irony reveals itself as a refined satire of a historical period so heavily charged with mythology and utopia.
In essence, once again: “Franza o Spagna pur che se magna”***. Salmon pasta erases any political ambition.

*      “It is forbidden to forbid’’
**      ‘‘Macaronic Poetry’’  
***     “France or Spain, as long as there is something to eat”, expressed in dialect

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